STORIA

Il Complesso Monumentale San Giovanni di Catanzaro insiste sull’area corrispondente castello normanno, fatto erigere per volonta di Roberto il Guiscardo nella seconda metà dell’XI secolo. Esso è ubicato su uno dei tre colli denominato appunto “del Castello” o “di San Giovanni”, che insieme al colle di San Tifone (poi San Rocco) e al colle del Vescovado sono rappresentati sullo stemma cittadino insieme all’immagine dell’Aquila imperiale voluta da Carlo V nel XVI secolo.
Il colle di San Giovanni è il più elevato, elemento che giustifica la scelta della costruzione del castello caratterizzato da una cinta muraria, da torri merlate e da una corte interna che conduceva agli alloggi della guarnigione e al palazzo comitale. Il simbolo del potere feudale venne in gran parte distrutto nel corso del XV secolo a seguito di scontri tra la popolazione e i governatori cittadini. Gran parte dei materiali vennero reimpiegati per volere del vescovo della città, Evangelista Tornefranza, nell’arricchimento dell’architettura della Cattedrale, nella costruzione della chiesa di San Giovanni (1532), con il concorso dell’omonima Confraternita, e nell’abbellimento della chiesa dell’Osservanza.
Nel maggio del 1589, la Congregazione dei Bianchi di Santa Croce, già impegnata nell’assistenza degli infermi, chiese all’Universitas di Catanzaro il placet per la realizzazione di un padiglione da adibire a ospedale (richiesta accolta nel 1596 dal Viceré di Napoli Enrique de Guzmán y Ribera).
Il corpo centrale dell'attuale Complesso Monumentale coincide con quello che fu l'Ospizio dei Bianchi, poi dal 1663 convento dei Padri Teresiani. La stessa area nei secoli successivi ospitò l’ospedale, le carceri dell’udienza, gli uffici del Genio Militare. Del complesso fanno parte la fontana del Cavatore, ossia la scultura bronzea realizzata tra il 1951 e il 1954 dall’artista calabrese Giuseppe Rito, il grande piazzale panoramico, la Torre di Carlo V (successivamente rimaneggiata) e le restanti mura del castello.
Fino agli anni ’70 del secolo scorso, il Complesso era adibito a carcere cittadino. A gennaio del 1970 a seguito di un crollo di una parte della cinta muraria, che costò la vita a una famiglia catanzarese, il carcere venne trasferito. Il Consiglio Comunale di allora si prodigò per la demolizione definitiva per ragioni di sicurezza di una parte della cinta muraria e di altre costruzioni ormai pericolanti, e avviò un dibattito per ragionare sul futuro degli spazi “del San Giovanni”. Solo nel 1986 iniziarono i lavori di recupero strutturale.
Nel luglio del 1999, le grandiose e suggestive Tele di Mattia Preti conferiscono il crisma di internazionalità, inserendo il Centro Espostivo di Catanzaro tra le sedi prestigiose di eventi e manifestazioni culturali.
A tutt’oggi il Complesso Monumentale San Giovanni vanta una grande area espositiva disposta su due piani, alla quale si accede percorrendo una suggestiva scalinata che conduce al cortile interno e quindi alle 20 sale.
La struttura inoltre ospita gli uffici dell’Assessorato alla Cultura del Comune di Catanzaro, la Soprintendenza dei Beni Culturali e l’Archivio Storico Comunale “Emilia Zinzi”.

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